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Masturbarsi fa bene!

 

La società patriarcale, ovvero una società basata sul potere esclusivamente maschile, ha da sempre avuto il controllo su tutte le sfere della società: quella economica, politica, e anche quella sessuale. Per secoli la donna è stata privata di qualsiasi spazio, anche di quello più intimo, e tutta la sfera sessuale è stata oggetto di controllo e dominio. La donna non è mai stata legittimata a conoscere la propria intimità, il proprio piacere, poiché il sesso era indirizzato ad un unico scopo: la riproduzione.

 

Tabù che iniziano dalla prima infanzia

Sin dalla prima infanzia inizia il divieto di conoscere ed esplorare il proprio corpo per una donna. Infatti, se il bambino prova a toccare le sue parti intime, tutto si conclude con una risata da parte dei genitori, perché questo viene visto come un episodio simpatico e anche accettabile, normale; se la bambina fa la stessa cosa, nessuno riderà, ma verrà rimproverata con le solite frasi: “queste cose non si fanno”. Perciò la bambina inizierà a provare un sentimento di vergogna, di colpevolezza, perché ciò che ha fatto le è stato detto che è qualcosa di sbagliato.

 

La masturbazione infantile

La masturbazione infantile è un processo normale e può verificarsi anche in bambini molto piccoli. Nella naturale esplorazione del proprio corpo, il bambino scopre che gli organi genitali offrono sensazioni calmanti e piacevoli rispetto ad altre parti del corpo. Ne consegue che, già a partire dai due anni, la masturbazione va accettata con serenità e che per i bambini rappresenta una forma di consolazione alla quale ricorrere nei momenti di noia, stanchezza e solitudine.

La masturbazione femminile come viene vista dalla società?

L’idea comune della società se una donna si masturba è che lo fa per reagire a stress o difficoltà, a mancanze o incapacità. Per lei, dedicarsi al proprio piacere significa cercare il sostituto di un rapporto “reale”, riempire un vuoto. La donna si masturba solo perché non ha un partner al proprio fianco, è questo l’immaginario comune. Perciò se da una parte la masturbazione maschile è sempre stata una pratica socialmente accettata, considerata “normale”, dall’altra non si può dire lo stesso per la donna. In tutto il suo percorso vitale e di crescita, la donna è vittima di una pressione sociale  importante, che mira a plasmare moralmente, la costruzione del sé femminile con un galateo di modalità “più giuste” di essere donna. È costretta a confrontarsi quotidianamente con la dicotomia Madonna o Puttana. Madonna è la donna che non pensa al piacere sessuale, perché il desiderio primario è la riuscita nel donare la vita. Pura, gentile, devota, ma al contempo, quanto richiesto e preteso, pronta a soddisfare i desideri del proprio marito.

 

Non posso dire che mi piace fare sesso?

In un mondo in cui tutto è ipersessualizzato, il piacere femminile è visto come un qualcosa di “sporco”, di “non adatto”. Se una donna dice che le piace fare sesso e si masturba viene etichettata come “ninfomane”, mentre un uomo può dirlo tranquillamente, anzi dovrebbe sempre avere voglia di fare sesso e se così non fosse verrebbe giudicato meno virile. Anche gli uomini sentono il peso del giudizio sociale e sono cresciuti con degli standard da rispettare, ma magari di questo potremmo parlarne in un articolo dedicato.

Questa repressione imposta, crea nelle donne imbarazzo, le fa sentire sbagliate, esagerate, come se desiderare un piacere equivalesse ad “aver voglia di sesso più degli uomini”.

 

Non fare la ninfomane

Nella storia della medicina il termine “ninfomania” stava ad indicare un disturbo legato all’aumento morboso del desiderio sessuale della donna. Il termine fu coniato nel 1771 dal medico francese J.D.T. de Bienville. Solo nel 1992 l'Organizzazione mondiale della sanità non riconobbe più la ninfomania come una patologia. Allora perché una qualsivoglia devianza legata alla sessualità femminile è uno stigma, mentre di satiriasi non si sente mai parlarne? Forse perché un uomo sempre “arrapato” è considerato virile anziché deviato e tendenzialmente pericoloso?

 

La donna “non ha bisogno di masturbarsi”

Idea comune è che le donne “non hanno bisogno di masturbarsi”, mentre gli uomini “devono svuotarsi”. Perché la masturbazione è vista solo come un bisogno e non come puro piacere? Non si ha bisogno di mangiare un croissant caldo con la nutella, eppure lo si fa per puro piacere.

Perché le donne dovrebbero privarsi di un piacere così intenso, d'intimità e appagamento con sé stesse, come può essere quello dell’autoerotismo, che permette sempre di più di conoscere sé stesse, per paura di essere giudicate come perverse?

La masturbazione non avviene solo per colmare un vuoto, non avviene perché non c’è il proprio partner accanto. È un momento di intimità e puro piacere, sano che non bisogna giustificare a nessuno.  

Sai com'è fatta la vagina?

 

La vagina è la parte interna dell'apparato genitale femminile. Tecnicamente, il termine descrive solo lo stretto canale che scorre all'interno del corpo dalla vulva, ovvero l'area visibile che include le labbra interne ed esterne, la clitoride e il perineo, fino alla cervice (la parte inferiore dell'utero). La vagina canalizza il flusso mestruale, è l'organo interessato nel rapporto sessuale e come canale ultimo nel parto.

I benefici della masturbazione

La ricerca del piacere porta ad esplorare il proprio corpo, a conoscere di conseguenza, cosa ci piace e cosa no. E poi la masturbazione è fondamentale per conoscere la vulva e la vagina. Ѐ il modo più diretto e sano per capire come funziona, perché l'auto esplorazione interna ed esterna contribuisce a percepire le sensazioni e la risposta di eccitazione derivata da un determinato stimolo. Ecco perché l’autoerotismo è importante, soprattutto per le donne che non hanno mai provato un orgasmo.

 

Ecco segnalati i benefici più riconosciuti:

Hai mai provato un sex toy? Ti aiuterà a tracciare una mappa sensoriale del tuo corpo 

 

1)Migliora il sesso di coppia

Si può raccontare al partner quali sono le proprie zone più sensibili e il modo in cui si preferisce essere stimolati e chiedere che lui o lei facciano altrettanto. Con un aumento esponenziale del piacere di entrambi.

 

2)Diminuisce lo stress

Ossitocina e dopamina sono alleate del buonumore. L'autoerotismo provoca la circolazione di entrambe.

 

3)Diminuisce i crampi mestruali

Masturbarsi diminuisce i livelli delle prostaglandine responsabili dei crampi mestruali. Ecco perché masturbarsi fa bene anche durante il mestruo.

 

4)Fa bene al pavimento pelvico

Gli orgasmi fanno lavorare i muscoli pelvici, le contrazioni muscolari che accompagnano il raggiungimento del piacere aiutano a mantenere in salute il pavimento pelvico, facilitando (tra gli altri benefici) anche tutti gli orgasmi a venire.

 

5)Allontana il rischio di cistite (e di diabete)

Ma i benefici per la salute non finiscono qui: secondo gli studiosi Anthony Santella e Spring Chenoa Cooper dell’università di Sydney, la masturbazione abbassa il rischio di cistite nelle donne grazie al ricambio dei fluidi (che “spazzano” via i batteri) e ridurrebbe anche il rischio di diabete di tipo 2 in entrambi i sessi. 

Il piacere della scoperta

Bisogna mettere da parte i giudizi della società e iniziare a prendere confidenza con il proprio corpo. Prendere uno specchio ed osservare cosa c’è lì sotto, è un buon modo per riappropriarsi della conoscenza del proprio corpo e creare un equilibrio psicofisico con sé stesse.

L'autoerotismo serve anche a questo, a prendere consapevolezza del proprio corpo.  Non ci sono regole, non c'è qualcosa di giusto o sbagliato, di morale o meno.


Angela Petrungaro, classe 1994, laureata in Discipline Economiche e Sociali e laureanda magistrale in Scienze per la Cooperazione e lo Sviluppo. Nel mio percorso universitario ho avuto modo di formarmi in diversi settori, dallo studio della Geopolitica, ai Fenomeni Migratori e in particolare ho potuto approfondire gli Studi di Genere. Da ciò nasce la voglia di analizzare determinate dinamiche di dominio, la costruzione di stereotipi e pregiudizi che influenzano le nostre vite. Ho svolto un tirocinio formativo presso ActionAid Italia, collaborando al progetto Youth For Love, incentrato al voler abbattere gli stereotipi di genere tra i giovani. Gli Studi di Genere mi hanno permesso di approfondire dinamiche che mi hanno sempre incuriosita sin da piccola: da questioni legate alla subordinazione delle donne, alla sessualità nel senso più ampio, all’accettazione e all’inclusione di ciò che viene considerato diverso dalla società.

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