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È davvero necessario parlare di intimità femminile?

 

Due terzi delle donne non sono in grado di distinguere la vulva dalla vagina. Questo avviene per svariati motivi, il più banale è quello che a differenza degli organi maschili, non sono visibili. Per vedere la vulva, ogni donna deve munirsi di uno specchio, per non parlare di ovaie, tube, utero e vagina, che restano invisibili, custoditi all'interno del corpo femminile.

Un altro motivo, quello più complesso, può essere espresso con una domanda: è educato esplorare la propria anatomia, toccarla e soprattutto gestirla? Ad oggi pare che sia ancora un tabù, o un qualcosa che si fa e che non si dice perché “è vergogna!”.

 

La verità è che le donne non ricevono molte informazioni sulla propria anatomia, né a scuola né tanto meno nell’ambito del sistema sanitario, ciò a causa di parecchi retaggi culturali ancora esistenti. Diversi fattori, fanno sì che le donne abbiano una percezione vaga e confusa del proprio corpo. La paura e il tabù che alle donne stesse è stato inculcato nel parlare apertamente della propria intimità, altera spesso anche il concetto di “cura” che dovrebbe ruotare attorno alla possibilità di abbassare i livelli di pregiudizio, concedendo una chiara e comprensibile conoscenza dei cicli femminili: menarca, mestruazioni, sessualità, menopausa e oltre. Ad esempio il 45% delle donne, nell’arco della vita, riscontra problemi di infiammazione o indolenzimento ai genitali esterni che compromettono la vita sessuale e di coppia, ma solo il 15% si rivolge al medico.

 

 

Come aiutare quindi le donne e le future generazioni femminili a liberarsi di inutili sensi di colpa proposito della propria vita intima e ad imparare a conoscere e apprezzare il proprio corpo vivendolo senza tabù?

 

Donne che parlano alle donne, tra professioni ed esperienze condivise

 

Blogger, giornaliste, ostetriche, ginecologhe, sessuologhe, donne e professioniste che negli ultimi anni hanno unito un sapere professionale ad un atto educativo e di sostegno al femminile.

Non solo consulenze, ma eventi e punti di incontro per affrontare tutte quelle tematiche femminili che rimangono troppe volte argomenti circondati da silenzio e vergogna.

 

Le statistiche parlano chiaro: solo il 43% delle donne sotto i 35 anni si sottopone a controlli periodici, e addirittura una donna su cinque non è mai stata dal ginecologo. Discorso simile per il pap test: una su quattro prima dei 35 anni non lo ha mai fatto. La situazione può essere riassunta con un ulteriore dato: il 25% delle donne italiane va dal ginecologo solo se sta male.

 

 

Io Calabria, si occupa di creare incontri volti alla discussione delle tematiche di genere, di igiene mestruale, di prevenzione ed educazione sessuale, e lo fa affiancandosi ad ostetriche, psicologhe e altre realtà che operano nel territorio calabrese. In questo momento organizza in collaborazione con Arci RED, Resilienza, Empatia Diversità, nell’ambito delle sue attività a sostegno di tutte le donne, e in collaborazione con Cavern-Club Arci Aprile, tre incontri sul perineo: mercoledì 1, 8, 15 luglio 2020, dalle 18.00 alle 19.30 a Cosenza, in Piazza Berardi a cura dell' ostetrica Silvio Puntillo.

 

La gravidanza, la menopausa, le abitudini scorrette, i chili in eccesso, fare troppa attività fisica o farla male, sono tutte possibili cause di un indebolimento del pavimento pelvico a qualsiasi età. Anche per chi non ha avuto figli e non progetta una futura gravidanza, è importante seguire questo corso, perché pur laddove non sia presente ancora un problema, conoscere la propria muscolatura e il corretto funzionamento intimo previene fastidiosi problemi e aiuta a rimanere in salute.

 

(Per info dettagliate sul corso, clicca qui oppure entro il 30 Giugno scrivi una mail a arciredaps@gmail.com o chiama il +393516402585)

 

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